Qualche giorno fa ho chiesto a due amiche se volevano venire con me a una giornata di beneficenza alla stazione dei pompieri qui vicino. Speravo che l’idea le tentasse quanto tentava me: usare l’idrante, bagnarsi, giocare un pomeriggio intero senza pensarci due volte. Tutte e due si sono un po’ imbarazzate. Mi sono accorta che mi vergognavo anch’io, solo a chiederlo. Alla fine ci sono andata da sola.
La voce che impariamo da bambine, e perché non ci abbandona mai davvero
Quell’imbarazzo, ci ho pensato solo dopo, non era timidezza. Era la stessa voce che impariamo presto, da bambine: fai la brava, comportati bene, non disturbare. Una voce che ci protegge quando siamo piccole e non abbiamo altre risorse, e che da adulte continuiamo a portarci dietro anche quando non serve più.
Nel lavoro clinico che faccio da anni con donne che vivono all’estero, riconosco alcuni segnali di quella voce rimasta troppo a lungo inascoltata:
- Un capriccio che arriva davanti al capo, nel momento meno opportuno
- Un pianto improvviso a cena con amici, senza una ragione che si riesca a spiegare
- Un silenzio pesante in una lite con chi ami, invece delle parole che servirebbero
- Un’idea nuova che non arriva più, una voglia di provare che si è fatta silenziosa
È la bambina che bussa con l’unico linguaggio che conosceva da piccola, perché nessuno le ha insegnato un altro modo per farsi sentire.
Cosa cambia quando vivi tra due mondi
Trasferirsi da sole in un paese nuovo, imparare una lingua, rifarsi una rete da capo, chiede tutta la parte di noi che si comporta bene, che tiene tutto insieme, che non disturba. Quella che gioca senza calcolare le conseguenze resta spesso l’ultima della lista, per anni.
Con le donne che seguo in terapia, alcune domande tornano spesso:
- Da quanto tempo non fai qualcosa solo per il gusto di farla, senza uno scopo pratico?
- Quando hai chiesto per l’ultima volta a qualcuno di giocare con te, e cosa hai provato a chiederlo?
- La nostalgia che senti, a volte, è davvero solo per un luogo, o anche per una parte di te che lì si sentiva più libera di essere se stessa?
Il momento in cui ho lasciato guidare la mia bambina interiore
Durante quella stessa giornata, seduta al posto di guida di uno dei camion dei pompieri, mano sul volante, una risata che non riuscivo a trattenere, ho sentito con chiarezza chi stava guidando. Non io, la parte adulta che di solito controlla tutto. Quel giorno il volante lo teneva la mia bambina. Io restavo lì accanto, presente, pronta a intervenire se serviva, ma senza guidare.
Questo è il punto centrale del lavoro che faccio con le donne che seguo: quella bambina non è qualcosa che dobbiamo tornare a essere del tutto, né qualcosa da tenere sempre a bada. È una parte che va integrata, non eliminata: le si lascia un posto a tavola, senza lasciarla guidare da sola e senza farla aspettare fuori dalla porta per anni.
Quando questo tema richiede un supporto più strutturato
Riconoscere questa dinamica da sole è già un primo passo importante, ma imparare a dare finalmente ascolto a quei bisogni, senza aspettare che arrivi qualcun altro a soddisfarli, è un lavoro che spesso va fatto accompagnate. Se questo articolo ti risuona, o se vivi tra due mondi e senti che la parte di te che sa ancora giocare senza pensarci ha bisogno di spazio, scrivimi: lavoro con donne che vivono all’estero, online e a Londra, anche come Walk and Talk a Hampstead Heath.
Per approfondire altri aspetti della vita da expat, leggi anche: Come si sceglie la terapeuta giusta quando vivi lontano da casa: la qualifica non basta, serve anche il click Come si sceglie la terapeuta giusta quando vivi lontano da casa: la qualifica non basta, serve anche il click – TherapyTribe
Chi è Marianna Trezza
Sono psicoterapeuta italiana a Londra, MA (Hons), Adv. Dip. Cons., MBACP: Full Member del British Association for Counselling and Psychotherapy (n. 572613), con una specializzazione in X-Cultural Adaptation Counselling, il counselling sull’adattamento tra culture, oltre a qualifiche in Therapeutic Counselling (CPCAB, City & Islington College), Advanced Hypnotherapy (GHSC/CMA, Holistic Healing College), Energy Psychology Techniques, Spiritual Life Coaching (CMA) e un Level 5 Health Coaching Diploma (CNM London, Ofqual).
Ho iniziato il mio percorso clinico nel duemilatré, oltre vent’anni fa, con adolescenti a Youth Reach (Greenwich), adulti vulnerabili a Mind (Tower Hamlets) e bambini a The Place2Be (Cricklewood), prima di dedicarmi alla pratica privata.
Da quattro anni conduco anche il Death Cafe mensile alla Rosslyn Hill Chapel, comunità spirituale unitariana a Hampstead. Offro counselling, ipnoterapia e health coaching in italiano, inglese e napoletano, a Londra e online, per donne italiane all’estero e per chiunque viva la sfida del burnout, della solitudine e dell’appartenenza lontano da casa.